Bergen è un'allegra cittadina posta a 60°N. In questo periodo dell'anno le giornate si accorciano velocemente e la temperatura scende in maniera pazzesca. Questa sera alle 20:00 c'erano 5°C , mentre scrivo (le due del mattino) ci sono addirittura 3°C. Per cena ho mangiato carne di renna. Buonissima.
Al Gap, che medita sul titolo del mio blog, dico subito che non si riferisce al fatto che Bergen sia una città poco viva. Anzi. Ripensandoci, è straordinario che io parli così poco della città se non del suo clima; il che però dipende dal mio modo di relazionarmi ad essa. Dal punto di vista antropologico e culturale, si potrebbe paragonare Bergen a Bologna o a Genova: città portuale come la seconda (uno dei porti più importanti del Mare del Nord, con una storia di rilievo alle spalle; e nella quale esistono ancora edifici che portano il nome dei Rosencrantz di shakespiriana memoria, nobili danesi che la governarono nel 1500, se non erro); e città di 250'000 abitanti, che salgono a 400'000 considerando la fascia metropolitana; seconda città della Norvegia, città produttiva, legata all'industria della pesca, dei trasporti marittimi, del petrolio; città di destra, milanese, di persone che si credono "meglio" del resto della Norvegia e della capitale Oslo, burocratica e fighetta, mentre qui si che c'è la gente che lavora, ci sono quelli che "ammazzano il sabato", per citare Scerbanenco (e sì, anche gli Afterhours, ma sarebbe come parlare di Dracula e dir che si cita Ford Coppola e non Stoker); e città di cultura, universitaria, piena di studenti provenienti da tutto il mondo e scambi culturali; città giovane, con un centro pieno di locali, con cinema e teatri e un sacco di musica dal vivo, sia di band locali che di grandi nomi; città con un'importante accademia musicale (è la città di Edvard Grieg). Insomma, città che, se non fosse per il clima, sarebbe godibilissima per qualsiasi studente universitario (che dovrebbe però considerare due cose: primo, l'alcool costa tantissimo; secondo, meglio scordarsi le canne).
Io però non sono uno studente universitario qualsiasi, quindi tendo a rifuggire dalla maggior parte dei sistemi di aggregazione, salvo illuminarmi d'immenso in alcuni momenti di emozione: una band tributo dei Pink Floyd, un allestimento teatrale in norvegese di "Morte accidentale di un anarchico" fatto dagli studenti di giurisprudenza; e la mia vita notturna si limita alle visite ai pub per vedere le partite della Champions, alle mezze notti passate in uffico a lavorare, o a casa a leggere, ad ascoltare musica o a scrivere, troppo spesso a scrivere, di me, di politica e società, per questo, quello o quell'altro progetto...
"la Bellezza è l'unica forma di Moralità della Natura"
"io non penso che il mondo sia folle, direi piuttosto grottesco"
"grottesco? non ci trovo nulla di grottesco nel mondo. non mi pare che milioni di bambini che muoiono di fame o per guerre abbiano qualcosa di grottesco."
martedì 29 settembre 2009
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3 commenti:
proprio proprio niente a che fare col quasi omonimo film?
capisco il valore di un'esperienza universitaria all'estero,
e la valorizzazione della seconda lingua di famiglia,
ma se proprio uno se ne deve andare dall'italia (e ribadisco: meno male!) come cazzo fa un cazzo di romanista ad andare nella milano di norvegia?
i am perpless,
come dicono gli inglesi che non parlano l'inglese.
La mia voleva essere una battuta, ma ti ha dato lo spunto per descriverci da dentro un aspetto della vita in Norvegia, che tra l'altro mi piacerebbe visitare così come tanti altri paesi. Hai abbandonato la ricerca del paese della Ciociaria? Mi divertiva il gioco e mi dava la possibilità di parlare di paesi sconosciuti alla massa che nascondono storia e cultura millenaria ormai trascurata e abbandonata.
Va là va là che t'à fatt ben!! ti invidio un po' (tanto).
Dici che c'è freddo a bergen ora??? allora sgna questo : mentre le campane del (erronemante chiamato così) duomo di mirandola suonano le 21 , qui ci sono 9 gradi. A bergen , il termoemntro dovrebbe segnare 8 gradi (web thermometer) ma con vantaggi in più : non ci sono i politici italiani, bellezze norvegesi, società civile, disoccupazione al 3% , stipendi t.c. al di fuori della norvegia ti puoi permetter di tutto , ovverosia voi norvegesi avete un potere di acquisto dla madòna, avete la think dove in italia sembra che la tecnologia fiat evo sia la soluzione all'inquinamento da trasporto...ecc ecc.
Insomma , stai lì che è meglio.
Ciao!
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