"la Bellezza è l'unica forma di Moralità della Natura"

"io non penso che il mondo sia folle, direi piuttosto grottesco"
"grottesco? non ci trovo nulla di grottesco nel mondo. non mi pare che milioni di bambini che muoiono di fame o per guerre abbiano qualcosa di grottesco."

martedì 29 settembre 2009

Dagli Appennini alle bande

Questo pezzo è dedicato ai vecchi lupi rivoluzionari.
Io son solo una volpe spelacchiata, ma faccio quel che posso.



(Pezzo con un basso dal suono sporchissimo tra l'altro... Molto figo...)

sessanta gradi nord

Bergen è un'allegra cittadina posta a 60°N. In questo periodo dell'anno le giornate si accorciano velocemente e la temperatura scende in maniera pazzesca. Questa sera alle 20:00 c'erano 5°C , mentre scrivo (le due del mattino) ci sono addirittura 3°C. Per cena ho mangiato carne di renna. Buonissima.

Al Gap, che medita sul titolo del mio blog, dico subito che non si riferisce al fatto che Bergen sia una città poco viva. Anzi. Ripensandoci, è straordinario che io parli così poco della città se non del suo clima; il che però dipende dal mio modo di relazionarmi ad essa. Dal punto di vista antropologico e culturale, si potrebbe paragonare Bergen a Bologna o a Genova: città portuale come la seconda (uno dei porti più importanti del Mare del Nord, con una storia di rilievo alle spalle; e nella quale esistono ancora edifici che portano il nome dei Rosencrantz di shakespiriana memoria, nobili danesi che la governarono nel 1500, se non erro); e città di 250'000 abitanti, che salgono a 400'000 considerando la fascia metropolitana; seconda città della Norvegia, città produttiva, legata all'industria della pesca, dei trasporti marittimi, del petrolio; città di destra, milanese, di persone che si credono "meglio" del resto della Norvegia e della capitale Oslo, burocratica e fighetta, mentre qui si che c'è la gente che lavora, ci sono quelli che "ammazzano il sabato", per citare Scerbanenco (e sì, anche gli Afterhours, ma sarebbe come parlare di Dracula e dir che si cita Ford Coppola e non Stoker); e città di cultura, universitaria, piena di studenti provenienti da tutto il mondo e scambi culturali; città giovane, con un centro pieno di locali, con cinema e teatri e un sacco di musica dal vivo, sia di band locali che di grandi nomi; città con un'importante accademia musicale (è la città di Edvard Grieg). Insomma, città che, se non fosse per il clima, sarebbe godibilissima per qualsiasi studente universitario (che dovrebbe però considerare due cose: primo, l'alcool costa tantissimo; secondo, meglio scordarsi le canne).

Io però non sono uno studente universitario qualsiasi, quindi tendo a rifuggire dalla maggior parte dei sistemi di aggregazione, salvo illuminarmi d'immenso in alcuni momenti di emozione: una band tributo dei Pink Floyd, un allestimento teatrale in norvegese di "Morte accidentale di un anarchico" fatto dagli studenti di giurisprudenza; e la mia vita notturna si limita alle visite ai pub per vedere le partite della Champions, alle mezze notti passate in uffico a lavorare, o a casa a leggere, ad ascoltare musica o a scrivere, troppo spesso a scrivere, di me, di politica e società, per questo, quello o quell'altro progetto...

giovedì 24 settembre 2009

pioggia, buio e fastidio

Beh, dopo la sbornia di ore di luce estiva (diciamo luce, chiarore, luminosità, dì, quel che vi pare ma non sole, viste le abitudini piovose del luogo), sono passati 3 giorni dall'equinozio e le giornate continuano ad accorciarsi a velocità smodata. Continuano a esserci i 12 gradi che mi hanno accompagnato per quasi ogni giorno da marzo, ma che presto immagino scenderanno ai canonici 9 gradi autunnali. Madonna che noia.

Detto ciò, colgo l'occasione per affrontare qualche "odio" indicato nel mio intervento precedente.

Caparezza mi diede fastidio quando uscì con "fuori dal tunnel" perché era quella classica canzone fatta per prendere soldi dagli stessi che critichi, in maniera abbastanza evidente e in modalità ripetute ormai dai tempi della Jefferson Starship e dei bolsi classic rockers intellettualoidi. Lui disse in intervista che non lo avevano capito, e che era stato traviato il senso della canzone. Pensai di dargli il beneficio del dubbio (nonostante il fatto che la canzone, al di là del successo, la trovassi orrenda), e lo vidi dal vivo a Roma, in uno di quei cosi tipo (Marchetta) Free Festival, quello in cui c'erano anche Beck (non Jeff Beck, ma Beck Hansen, che con quella esibizione credo vinse il premio di concerto più brutto mai visto, venendo in seguito scalzato da Mike Patton) e i Duran Duran come gruppo di testa. In tale occasione Caparezza affrontò la questione degli americani in Iraq o Afghanistan in una maniera che suscitò il mio odio. Non ricordo quali fossero i termini, ma considerato che sono sempre stato contrario a entrambi gli interventi e che sono sempre stato molto critico con gli USA, e che all'epoca al governo in Italia c'era Berlusconi, doveva trattarsi di qualcosa di davvero molto stupido, dal quale pareva che fosse contento della morte dei soldati americani. Sicuramente non sarà stato così, ma è così che mi sembrò. E il fatto che ripetesse i soliti quattro slogan per farsi applaudire dai pubblico degli accannati di sinistra non mi fece buona impressione. Infine, confermò i miei pregiudizi con l'ulteriore successo "vieni a ballare in Puglia", che ripete lo schema di "fuori dal tunnel": una melodia ballabile e accattivante per vendere dischi nascondendolo con un testo pseudoimpegnato. Una volta può essere un caso, due no. Insomma, non mi piace, ecco. (PS: il tema dell'integrità artistica è un maledetto casino e forse servirebbe farci un pezzo apposta, anche per chiedere il vostro parere a riguardo... e non è una novità mia, se si pensa alle critiche ricevute nei settanta da De Gregori e Venditti, negli anni sessanta dal Dylan della svolta psichedelica e poi country, e così via)

Valentino Rossi mi stava antipatico perché lo consideravo un montato. Col passare degli anni l'ho rivalutato, è davvero un mezzo matto sincero, con una vera passione per le corse. E l'ho rivalutato soprattuto per il modo molto tranquillo con cui ha affrontato certe questioni: si è dimostrato un buon perdente e un vero sportivo. Poi ha cercato di fregare il fisco, ok, anche questo è vero... :p :p :p

I Dream Theater non mi dispiacciono, ma negli anni novanta tutti i cazzo di metallari erano strafissati con loro "i migliori musicisti di sempre". Il fatto è che a parte il primo Portnoy e Kevin Moore (che è uscito dalla band nel 1996), gli altri musicisti sono tecnicamente preparati ma non li trovo non più interessanti di altri. Oltretutto compositivamente hanno rubato migliaia di idee da gruppi prog degli anni 70 e 80 - un conto sono le influenze, ma loro addirittura le melodie, perdinci!, eddai (l'esempio più famoso è il ritornello di "Another Day", canzone già di per sé stucchevole, rubato a "Lavender" dei Marillion). Sicuramente dischi come "Images and Words" e l'opera "A Change of Seasons" hanno momenti notevoli, ma da qui a farne la miglior band del mondo ce ne corre. Inoltre il loro disco più celebrato è, a mio modo di vedere, di una bruttezza rara: si tratta di "Scenes from a Memory", che chiunque conosca i Pink Floyd potrà divertirsi a fare a pezzi ritrovando i vari plagi (tra cui quell'orrore atroce che fa il verso a "The Great Gig in the Sky"). Così ho sviluppato una repulsione in parte indotta e in parte giustificata. Oggi che se li filano meno, posso ascoltare le canzoni che mi piacciono in santa pace, ma ciò non toglie che siano un esempio di sopravvalutazione raro nella musica rock.

Infine una nota: il norvegese io l'ho imparato da piccolo, in quanto mia madre è norvegese. Non so più dove sia finito il profilo. Certo non lo parlo benissimo, ma me la cavo, anche se mia madre è dell'est e io vivo sulla costa ovest, il che è come vivere tutta la vita all'estero imparando a parlare mezzo italiano e mezzo veneto e poi trasferirsi a Napoli. Non facilissimo, ecco, sebben sempre meglio che niente.

sabato 19 settembre 2009

Inutilità oneste

Orbene, come detto poc'anzi son due anni che vivo in quel di Bergen. Due anni. Sono a metà del mio percorso di dottorato, o meglio: a metà del mio percorso di dottorato pagato. Se non ce la fo in altri due anni, devo continuare autofinanziandomi.

Per dir cose che non c'entran niente, tempo addietro fui investito del Premio Honest da Arcureo, sebbene lui lo avesse assegnato alla Piccola Bottega degli Orrori; ma essendo quello un luogo di dibattito politico e non di stralci personali di vita, preferisco rispondergli in questo luogo.

Ora, il Premio consiste in questo:

a) nel ricevere il premio e quindi nel postarlo, si è obbligati a dire pubblicamente dieci -e non di più- cose personali più o meno note; non importa se scioccanti rivelazioni o inconfessabili segreti... basta che siano assolutamente vere.
b) poi si dovrebbe anche assegnare ad altri 10 blogger lo stesso premio, avvisandoli o con un commento sul loro blog o segnalandoli qui.

Il punto b) non so se lo farò, onestamente. Ci penserò.

Per ora, premesso che sono romanista e lo ribadisco ogni volta che posso, indipendentemente da gioie e dolori (soprattutto dolori) calcistici, passo all'inutile elenco:

1) Non ho mai fumato in vita mia, né una sigaretta né altro. Le volte in cui assaggio (non BEVO ma assaggio) alcolici e le volte in cui bevo caffè in un anno, sommate, si contano sulle dita di una mano.

2) Su internet diverse persone si sono convinte che io sia cattolico semplicemente per il fatto che non sparo a zero sulla Chiesa Cattolica in ogni frangente. Personalmente considero la Chiesa Cattolica un nemico ideologico, ma ne riconosco il diritto a esistere e soprattutto vorrei che i sinistrorsi che si offendono se uno di destra fa l'associazione "comunismo=Stalin, gulag, milioni di morti" riflettessero sul fatto che dire "Vaticano=pedofilia" appartiene alla stessa categoria di idiozia.

3) Mi mandano totalmente fuori dai gangheri le persone che scrivono "pò" con l'accento invece che con l'apostrofo.

4) La prima cassetta che ricordo di avere acquistato è stato il "Freddie Mercury Album" del 1992 assieme a mio fratello. Poi è venuto il "Greatest Hits II" sempre dei Queen (e sempre insieme a mio fratello).

5) Sono ossessionato dalle minoranze (specialmente linguistiche), probabilmente il tutto è partito da un insano connubio fra l'empatia per le specie animali a rischio di estinzione e l'interesse per la storia e le civiltà scomparse (grazie papà per CW Ceram).

6) Uno dei miei pseudonimi usati su internet è Iulius Sergius Scaevola. Alla romana: praenomen Iulius da Giulio, ovviamente, nomen Sergius dal nome di mio padre (assunto come "nome familiare") e cognomen Scaevola che significa mancino per due motivi: per il grandissimo Muzio Scaevola, nemico di tiranni, e per la mia ambidestria nel giocare a pallone.

7) Gioco alla stessa campagna di Dungeons & Dragons (Mystara) dal 1996. Oramai siamo tutti sparsi per l'Europa, e giochiamo solo durante le vacanze pasquali, natalizie ed estive.

8) Attraverso periodi più o meno lunghi di tempo nei quali detesto persone che sono assurte alla fama o all'adorazione di gruppi più o meno grandi di persone per me sproporzionata ai loro meriti. Una lista lunghissima di gente che "odio" o che "ho odiato" che comprende Alessandro Del Piero, Valentino Rossi, Arrigo Sacchi, Caparezza, i Beatles, i Dream Theater, Tiziano Ferro, Britney Spears, Michael Schumacher, Beppe Grillo, Barack Obama.

9) Da quando mi sono trasferito a Bergen ho preso circa un centinaio di aerei.

10) Spesso fantastico di poter tornare indietro nel tempo e cambiare percorsi della mia vita o avvenimenti storici, e mi immagino cosa sarebbe successo in tal caso.

giovedì 17 settembre 2009

Due anni dopo

Oggi è il secondo anniversario del mio arrivo qui.

mercoledì 16 settembre 2009

Politiche del 2009: vince il centrosinistra

No, non ho fatto un sogno, sto parlando delle elezioni politiche del 2009 in Norvegia, che si sono svolte domenica e lunedì.

A l'una del mattino, 4 ore dopo la chiusura dei seggi, era stato contato il 99,9% dei voti. I risultati hanno premiato i partiti della coalizione di centrosinistra, ovvero Sinistra Socialista, Laburisti e Partito di Centro, che hanno ottenuto 86 parlamentari su 169. Ottantatre sono andati ai partiti di opposizione. Nessun deputato per il Partito Rosso (sinistra supersinistra).

A prima vista si tratta di un risultato eccellente: numerosi sondaggi fino a poco fa davano il Partito Progressista (ultraconservatori xenofobi) al 30%, invece i Laburisti si sono confermati primo partito e, soprattutto, gli ultraconservatori sono rimasti fuori dal governo.



In seconda battuta, però, si nota il pessimo risultato dei Liberali (V) e quello insoddisfacente dei Democristiani (KrF), che hanno basato la loro campagna elettorale sul rifiuto di andare al governo con gli ultraconservatori e che hanno perso voti andati TUTTI alla Destra, partito che, invece, ha basato la sua campagna elettorale sulla voglia di fare un governo di destra che comprendesse gli ultraconservatori.

Non ci vuole molto a capire che i Liberali e i Democristiani saranno fortemente tentati di passare armi e bagagli sotto l'ala della destra più becera. Per cui la sensazione è un po' quella da fine Impero Romano: i barbari sono stati scacciati dai confini, ma per quanto? Si è vinta una battaglia, ma siamo indeboliti, e come finirà la guerra? La speranza è che tutti quelli che non erano d'accordo siano già passati armi e bagagli "di là", e che il livello di becerume del popolo norvegese non superi il

Considerato comunque che abbiamo avuto altri 4 anni di respiro, e che fino a un paio di mesi fa sembrava impossibile (e che da quasi vent'anni nessun governo norvegese riusciva a vincere le elezioni), bisogna esultare. Ma anche rimboccarsi le maniche, perché se non si riesce a trovare un modo per sconfiggere la propaganda xenofoba (il che implica anche risolvere i problemi posti dall'immigrazione) si rimanda solo l'inevitabile.



Per me, poi, c'è stato l'ulteriore bonus di votare per un partito di sinistra radicale che è entrato in parlamento. Ne avevo proprio bisogno!
 
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