"la Bellezza è l'unica forma di Moralità della Natura"

"io non penso che il mondo sia folle, direi piuttosto grottesco"
"grottesco? non ci trovo nulla di grottesco nel mondo. non mi pare che milioni di bambini che muoiono di fame o per guerre abbiano qualcosa di grottesco."

venerdì 20 novembre 2009

errare humanum est

Beh, pare che Irlanda Francia abbia suscitato un casino incredibile, quindi il mio precedente pezzo viene smentito in toto. Ok, non ci sarà stato un complotto arbitrale, ma resto dell'opinione che una cosa al contrario non sarebbe mai avvenuta e mai è avvenuta, eccetto in Corea del Sud, ma la Corea era stato organizzatore.

giovedì 19 novembre 2009

Francia - Irlanda

Beh, spero che dopo la prova di ieri i francesi la smetteranno di dire che siamo dei ladri. Per chi non segue il calcio: la Francia ieri si è qualificata ai mondiali ai play-off battendo l'Irlanda. Andata 1-0 per la Francia a Dublino, irlandesi che vincono 1-0 a Parigi, si va ai supplementari e la Francia passa per un gol palesemente irregolare di Gallas servito da Henry a cui l'arbitro concede di giocare a pallavolo. Il fatto che Platini sia il presidente dell'UEFA e che l'Irlanda a livello internazionale conti come il due di briscola è solo un caso? Sarò malato di complottismo, ma io non credo proprio. Proprio per un cavolo.

La presentazione di ieri non era una presentazione, era la sostantivazione del verbo presentare riferito al poster. Non avevo una presentazione "ufficiale" di 15 minuti davanti al pubblico. Il poster è andato bene: addirittura 2 persone si sono mostrate interessate. Considerata la proporzione tra modellisti e satellitari, mi va benissimo. E comunque ho imparato un po' di cose e mi sono venute in mente un po' di idee. Non che abbia tempo di metterle in pratica nei prossimi 2 anni, ma ho visto cose da nuove prospettive. E questo non fa mai male.

mercoledì 18 novembre 2009

ESA, Roma

Oggi comincia la conferenza dell'ESA su Earth Observation and Water Cycle Science. Devo dire che il focus è, come mi aspettavo, molto puntato sulla parte osservativa e sperimentale, mentre io che sono un modellista sono solo parzialmente interessato. Ho già sentito però alcune osservazioni interessanti sullo sviluppo delle tecniche di rilevamento dati. Il tempo è bello, estate di San Martino?, e insomma, vedremo. Sono qui dalle 9:00 e si va avanti fino alle 19:30 stasera. Tutt'al più mi farò una pennica su un divanetto per recuperare le forze. Alle 18:40 ho la mia presentazione.

venerdì 13 novembre 2009

catastrofe o sublimazione

Com'è che la gente mi contatta solo quando pensa che sia successa una tragedia? Gente che non si fa mai viva che mi contatta su skype o msn quando metto una citazione "cupa" per sapere come sto e svanisce appena dico loro che sto bene. Persone che non commentano i miei racconti sul blog ma si fanno avanti appena scrivo un breve commentino pieno di rabbia. Effetto "rallentamenti in autostrada per incidente nell'altra corsia", oppure siamo così presi dalla nostra vita da non avere tempo da dedicare ai nostri amici, per cui ci muoviamo solo quando siamo preoccupati per loro? L'amicizia, come l'amore, non si basa solo sul supporto nei momenti di difficoltà o sul condividere i momenti speciali (la vacanza, la festa, il viaggio). Si basa anche sul costruire qualcosa assieme nella vita di tutti i giorni. I momenti "speciali", sennò, diventeranno sempre meno. E il tuo amico o la tua amica resterà solo un nome nel tuo blogroll, o una delle trecento facce sul tuo account di facebook.

giovedì 12 novembre 2009

E qualcuno dirà che c'è un modo migliore

Altri due giorni di lavoro, e poi due settimane di Italia.
Oh sì, oh sì. È ora di tornare. Tornare seppure per lavoro, dato che la prossima settimana la passerò rivedendo per la miliardesima volta il mio articolo, correggendo per la milionesima volta il pezzo per i paper procedings della conferenza, e passando ore a Frascati, per la conferenza della European Space Agency sul ciclo dell'acqua.

E questi due giorni dovrò lavorare come un cretino.

Oggi ho finalmente stampato il poster che porterò alla conferenza. Già mi vedo in procinto di salire sull'aereo e rammentare con orrore di averlo lasciato in ufficio. Cerchiamo di non fare scherzi, eh? Che poi devo stamparmelo a Roma pagando fior di euri.

Il poster, che ha lo stesso titolo del pezzo per i paper proceedings, si chiama "A new method for downscaling Orographic Precipitation in IPCC scenarios - an example with a linear model in western Norway". Non avevo neanche finito di stamparlo che mi sono accorto di due refusi e di avere scordato di cambiare i colori di una figura che potrebbero essere male interpretati se comparati con un'altra. Diciamo un bel chissenefrega, va'. Prossima settimana mi sa che carico il pdf del poster qui sopra, qualora vogliate dargli una letta.

L'articolo, che al momento non ha ancora un titolo... Ecco, una cosa buona: andiamo a parlare col capo e decidere un titolo per 'sto articolo. Ha finalmente passato la "internal review" del dipartimento, ora devo implementare le correzioni (il che implica rileggerlo ancora una volta), ri-mostrarlo al mio capo e poi, avuto il via libera, controllare che sia impaginato come vuole la rivista, e poi mandarglielo.

Ora, tutte queste operazioni prenderanno ORE ORE ORE GIORNI GIORNI GIORNI. Mi sento un po' come il buon vecchio Sisifo, anche se a dire il vero qualche progresso lo vedo. La rivista si chiama HESS, che è un nome quantomeno poco appropriato, ma che forse svela il piano di geologi, meteorologi, climatologi e geofisici vari per la conquista del mondo. O no?

Io non sono come voi

Io non sono come voi, perché i vostri sogni, le vostre battaglie, le vostre vite, sono per sempre lordate e insanguinate dal morbo del fascismo.

domenica 1 novembre 2009

sopravvivere all'influenza

Nell'estate del 1994 andai con un amico in vacanza-studio all'Abbey College di Malverne, UK. Il college era preso d'assalto da studenti italiani e spagnoli, naturalmente, più qualcuno sparso da altre parti. Nella mensa si mangiava malissimo e c'era un televisore con MTV sparato nella zona dove si faceva la fila, e l'unico video che ricordo è "Serenata Rap" di Jovanotti. Anche se poi ricordo di aver visto in quel periodo, non in quello schermo, "Civil War" dei Guns'n'Roses.

Era il periodo dei mondiali di calcio, avevo appena finito le medie, ed ero un pischello. Berlusconi era al governo già allora, ovviamente. La maggior parte dei nomi di italiani del posto erano stati orrendamente distorti nei registri dello staff che si usavano per gite e lezioni. Il mio amico Daniele Canuti si trasformò in Donilla Conti, un ragazzo di nome Filippo divenne, chiaramente, Philippo, e ogni volta che si andava a pranzo fuori dal college si diceva "cerchiamo un McDonilla", invece di un "McDonald". Che spiritosi che eravamo.

In camera io e Daniele avevamo due greci silenziosi e scontrosi, che passavano il tempo a fumare (e ho il dubbio che non fossero solo sigarette), e che si accesero solo quando seppero che venivamo da Modena (per chi non segue il blog da molto ricordo che mi ero trasferito a Modena anni prima, anche se sarò sempre e solo un romano), dato che erano dei malati di macchine e che erano stati a Modena solo per vedere la Ferrari. Dopo quel momento, smisero di fumare in camera quando c'eravamo noi, andavano sempre fuori ed erano molto molto gentili.

Il giorno del quarto di finale Italia - Spagna, ovviamente, i tre quarti degli studenti erano davanti a una tv piazzata in palestra. Alcuni nostri amici avevano messo una bandiera italiana sotto la tv. Al momento del pareggio spagnolo di Caminero al 58°, un ragazzo spagnolo, tra le urla festanti degli spagnoli, prese una bandiera, tolse quella italiana e la fece cadere a terra, e mise al suo posto la bandiera spagnola. Mosso dal mio solito impulso a dire sempre la mia in ogni situazione, zompai presso la tv, presi la bandiera spagnola e rimisi quella italiana. Ci fu un momento di tensione notevole. Ricordo solo la faccia di questo spagnolo che era sicuramente 2 o 3 anni più grande di me. Poi gli resi la bandiera, lui la mise sopra la tv (la "nostra" bandiera era infilata sotto) e lasciammo entrambi il palco tv. Io ritornai fra i miei ranghi fra l'acclamazione di tutto il "nostro" gruppo. Ero contento anche, piccola bestia che ero già all'epoca, perché io non avevo mancato di rispetto per la bandiera spagnola e avevo dimostrato una certa superiorità morale.

Comunque l'Italia vinse con un gol di Roberto Baggio (ovviamente), e noi italiani si andò a festeggiare presso la tremenda piscina del Babbey College. La piscina non era utilizzabile, piena di alghe e di acqua putrida. Un gruppetto di furboni decise di fare un tiro alla fune sopra la piscina. Pian piano tutta la mia squadra si sfilò dalla fune per non cadere in acqua, tranne me e Daniele. Quando Daniele alla fine, vicinissimo al bordo, mollò, io rimasi da solo e uno strattone particolarmente forte mi fece volare nell'acqua sporca. Ne emersi bagnato fradicio, ma si stava abbastanza bene, per cui non mi precipitati a farmi una doccia (nelle docce in cui tra l'altro gli studenti coreani pisciavano, pisciavano e si facevano la doccia nello stesso posto) e ad asciugarmi, ma ci andai colpevolmente in ritardo.

Il giorno successivo mi svegliai che mi avevano infilato tre dita di carta vetrata in gola. Non andai a lezione, vennero a cercarmi quelli dello staff (in particolare un nero gigantesco e dal capello tagliato cortissimo che era responsabile della nostra casetta, in cui c'eravamo noi 2, i greci, e tra gli altri dei genovesi molto simpatici e due tizi che per qualche astrusa ragione non ricordo se fossero padovani o marchigiani, o meglio, uno era sicuramente padovano e l'altro non ricordo se era padovano o marchigiano). Comunque venne a cercarmi lo staff, verificò che ero ammalato e mi lasciarono a letto. Non vidi alcun medico e non presi alcuna medicina. A causa della febbre, quella sera parlai nel sonno (anche se ho il sospetto che stessi mezzo delirando, in realtà), raccontando storie strane sui puffi e i funghi. Non chiedetemi altri dettagli, comunque tutti quelli che riuscivano a stare in camera nostra quella notte si godettero la scena di un quattordicenne febbricitante che parlava dei puffi senza rendersi conto di avere la stanza piena di gente.

Il giorno successivo stavo meglio, ma ancora non uscii dal letto. I miei premurosi amici però mi portarono cose da mangiare, forse si sentivano in colpa per la storia dei puffi. Quella sera, come sempre succede in questi posti, gli altri cercarono di organizzare una "uscita" notturna presso la famigerata piscina. Lo staff, composto da ragazzi tra i venti e i trent'anni, che si divertivano quanto noi ed erano veramente dei grandi, in retrospettiva, non si chiamavano Giocondo e se lo aspettavano. Capeggiati da un tizio col pizzetto e dal nero gigantesco, rintracciarono quei 25-30 studenti o passa che cercavano di fregarli, armati di torce elettriche e pistole ad acqua. Il nero aveva un super-liquidator con due bombole piene d'acqua sulla schiena. Molte persone patirono. Il mio geniale compagno di stanza, in fuga dal nero gigante, si rifugiò nel nostro armadio. Il nero, entrato con fare da Terminator, mi addocchiò, si ricordò che ero malato, e mi ignorò. Bussò all'armadio chiedendo "C'è qualcuno qui?" e il mio amico rispose "No." Il mitico nero rispose "Ok" e se ne andò, lasciando Daniele sano e salvo (e soprattutto asciutto).

Un nuovo tentativo fu effettuato qualche giorno dopo. La cosa funzionò meglio perché il Nero e il Pizzetto passarono buona parte della serata a fumare in camera nostra coi greci.

Ecco, se sono sopravvissuto a quella malattia (e a quella vacanza), credo di avere buone probabilità di sopravvivere a una eventuale influenza.

Quella vacanza entrò anche nella storia perché vi pronunciai una delle mie 4 o 5 bestemmie di tutta la mia vita dopo essere stato colpito in testa da una macchina a pedali per bambini volata giù da una collinetta (senza bambino dentro).

Ma questa è un'altra storia.
 
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